aliment(e)azione

settembre 18, 2010 | In: Eventi

Stanza del Tempo. Giardino. Planetario. Archivio. Fotografia.

Le specie spontanee sono varietà tipiche di una zona, elementi caratteristici. Ogni posto ha le sue specie spontanee e se ne parla per riscoprire il valore della biodiversità, concetto che implica la variabilità genetica e ecosistemica.
Una mutazione semplice delle totalità è capovolgibile. La teoria lo prevede, l’esperienza lo conferma. Ma qualsiasi evoluzione sensibile è il risultato di innumerevoli mutazioni. Fatti e circostanze indipendenti, libere, emancipate ed emancipanti accumulate nella specie originale sono causa di un risultato che è irreversibile.

Specie Spontanee è un’operazione artistica che è nata in un’ambientazione densa di significati, con l’aspirazione di rinfrescarne l’immagine e rimodernarne gli spazi, facendo in modo che ne incarnasse nuove forme e valenze nel tessuto sociale e culturale locale. Uno spazio non più borderline ma aperto, con una memoria non più rievocata ed ostentata ma rivolta al futuro.
Partendo dall’indagine delle tematiche legate agli “ecosistemi” presenti nel Sesto Donne dell’Ex manicomio Rizzeddu, e immaginando una sua ridestinazione futura, gli artisti hanno realizzato un lavoro che ha generato un intreccio tra due sfere – artistica e sociale – inseguendo l’obiettivo di un lavoro corale tra Aliment(e)azione e l’A.F.A.R.P . L’attività si è svolta attraverso dei laboratori, nei quali gli artisti e i ragazzi si sono scambiati e hanno raccolto segnali a vicenda, vivendo l’esperienza come un flusso ininterrotto di fatti, come un processo creativo non quantificabile ma vivibile. Si è partiti con il rassettare le stanze, effettuando parziali restauri e imbiancandole; si è fotografato le aree esterne al Sesto Donne, ridisegnandole e reinterpretandole sotto nuova forma. Le fasi di dialogo, di comparazione e di sintesi hanno svolto un ruolo determinante nell’esito del progetto. Gli autori di quest’operazione hanno agito intorno al tema dello spazio architettonico, con una particolare attenzione ai concetti di visione e di sensibilità percettiva, offrendo l’immagine poetica della realtà dettata dall’osservazione e dall’interpretazione, a volte giocosa e spensierata, altre volte inquieta e disincantata.
Gli interventi nello spazio sono stati totali. Sono la stanza del tempo (spazio nel quale sono state inserite quattro installazioni), il giardino e il planetario ad essere l’impronta di tale azione; che lascia testimonianza documentativa nella stanza della fotografia e nell’archivio. La traccia tangibile di tale sinergia è stato il frutto di un tempo bergsoniano, un’occasione non statica dove tutto è in progress, che ha restituito un’immagine nuova delle aree disponibili, con ambientazioni fruibili, alleggerite dalla “pressione storica” intima allo stabile.

Le specie spontanee hanno origine, si sviluppano, germinano e proliferano. Sono fluide e incerte. Ne è possibile la coltivazione e con maggior insistenza si cerca di farlo. E la conoscenza ne determina la contemplazione e l’arricchimento personale.

Giangavino Pazzola

Il gruppo Aliment(e)azione è composto da Elisa Desortes, Alessandra Manca, Antonio Oggiano, Giangavino Pazzola, Teresa Pintus, Enrico Piras , Antonio Sini e Edoardo Tedde.
I ragazzi dell’A.F.A.R.P. sono Isabella Di Maio, Mario Pinna, Pier Paolo Pisanu, Valeriano Pisuttu, Costanzo Solinas, Valentino Sussarellu.


Foto di Teresa Pintus e Antonio Sini

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